Perché non mettere le telecamere nei canili?

Questa non è una provocazione è una proposta

Perché non mettere le telecamere nei canili ?

Pensate a questo: in Inghilterra durante l’alluvione pakistana, ampiamente riportata, ha trovato spazio nelle prime pagine dei giornali il caso della donna che aveva gettato un gatto nel cassonetto.

Gli islamici sono insorti: ma con quello che succede in Pakistan vi preoccupate di un fottuto gatto?

Niente da fare: la polemica si è scatenata e la donna ha ricevuto minacce di morte al punto che è stata
protetta dalla polizia. Un diluvio di insulti e di improperi.

Mentre si scatenava il putiferio dei media inglesi su donna e gatto riflettevamo su questo:
la donna ha messo il gatto nel cassonetto, immaginate se l’avesse avvelenato, come accade spesso nel nostro Paese. Immaginate se l’avessero colta mentre propinava una polpetta alla stricnina
all’animale, come arzilli signori e signore fanno spesso in varie regioni d’Italia.
A Roma e nella sua provincia nel 2009 hanno avvelenato 6000 cani e 2500 sono morti
(La Repubblica 8.4.2010)

Immaginate se l’impiegata di banca invece di sbattere il povero gatto nel cassonetto avesse bruciato vivi quattro cuccioli come è avvenuto a Leporano in provincia di Taranto

Immaginate se la signora – devota cristiana – invece di infilare il felino nel cassonetto avesse suggerito – come ha fatto lo statista sardo Bardazellu – di dare fuoco ai randagi

Immaginate se avesse lasciato un cane con le zampe nella calce infilato in un sacco come è avvenuto
tra i leggiadri trulli di Alberobello

Immaginate se la signora fosse stata proprietaria di un canile – lager (alla Cafasso) e quelli che l’hanno minacciata di morte avessero visto le foto che trovate nel link in fondo alla lettera

Che reazione ci sarebbe stata?

L’Inghilterra è in un altro pineta? Non crediamo… L’Inghilterra si raggiunge con una gagliarda nuotata dalla Francia, non è un pianeta che gira intorno a una stella nella costellazione di Andromeda.

E l’Inghilterra è in Europa dove siamo anche noi.

E noi siamo – come ci ricordava Rutelli l’altro giorno – la settima potenza mondiale. E siamo un centro culturale – storico di grande magnitudine ma avveleniamo cani e gatti, bruciamo vivi cuccioli e abbiamo canili – lager che al paragone un campo di concentramento risulta come un luogo di riposo e di preghiera.

Ormai in tutta Italia i volontari tirano fuori dai canili, cani ridotti in condizioni terribili.

Ce ne sono tanti, anzi esiste una mappatura ben precisa di questi canili, ripetutamente segnalati alle forze dell’ordine.

I cani entrano in un determinato modo e quando i volontari riescono a farli uscire sono ridotti in una maniera vergognosa. Molti non riescono nemmeno più a camminare.

Altri sono stati barbaramente picchiati, altri ancora sono senza pelo, stremati da malattie che non avevano quando sono entrati.

Le polemiche sono all’ordine del giorno ed è certo che i cani sono stati ridotti in quel modo dentro al canile, nel luogo che secondo la legge, sarebbe sorto come luogo transitorio all’adozione, come luogo di TUTELA contro chi ha abbandonato il cane.

Nei canili i cani dovrebbero uscire quotidianamente mentre nel 90% dei casi questo non avviene, tanto che quando i volontari riescono a far uscire qualche cane, il cane continua per mesi a girare su se stesso, perché per mesi è stato segregato in uno spazio piccolissimo dove se vuole muoversi deve girare su se stesso.

Molti cani perdono qualsiasi capacità sensoriale.

Ci sono gestori che urlano, altri che picchiano sui box, altri che usano i puntali, altri ancora i collari elettrici, altri i collari a strozzo.

Ci sono cani che restano senza cibo per mesi, altri che razzolano nei loro escrementi, altri ancora che sono costretti a sbranare i loro compagni di cella per sopravvivere.

Nei processi intentati finora contro i gestori dei canili, nessun gestore è mai stato condannato.
Eppure le foto parlano chiaro: i cani escono dai canili in condizioni vergognose, e i volontari, per quei pochi che riescono a salvare devono indebitarsi per cure e riabilitazione fisico e psicologica.

Questo non accadrebbe se nei canili i cani fossero rispettati, se il gestore che per poter aprire un canile ha tacitamente sottoscritto
LE NORME NAZIONALI DEL BENESSERE IN TEMA ANIMALI
facesse uscire i cani ogni giorno per lo sgambamento.
Stiamo parlando di canili dove i cani non escono mai, per anni!

Alcuni impazziscono, altri si abbandonano lentamente alla morte, altri hanno lo sguardo perso nel vuoto.

Nei processi i gestori non sono mai condannati per maltrattamento, eppure la legge contro il maltrattamento parla chiaro.

Bene…. è tempo di chiedere a gran voce l’utilizzo delle telecamere nei canili.

Viviamo in un mondo dove le telecamere sono ovunque.

La donna del gatto è stata colta dalle telecamere

Vogliamo che nei canili vengano montate affinché tutto sia visionabile e nel caso di eventuali contestazioni tra il gestore dei canili e gli animalisti, parlino le immagini.

Con le telecamere si vedrà quante volte il gestore apre la prigione dei cani, quanto dà da mangiare, come si comporta.

Ricordiamo che i canili lager dovrebbero essere un’anomalia non la consuetudine, ricordiamo che gli animali nei canili dovrebbero essere curati e non il contrario, ricordiamo che la legge del maltrattamento DEVE ESSERE APPLICATA IN PRIMIS DENTRO AI CANILI, dove è INAMMISSIBILE CHE ACCADONO ATTI DI VIOLENZA, che invece accadono quotidianamente.

Gli animali dentro molti canili subiscono ogni tipo di angheria.

Il governo trovi i soldi per finanziare questa operazione.

Siamo anche disposti a una raccolta collettiva per finanziare i circuiti di telecamere da installare almeno nei principali canili lager italiani.

Gli animalisti italiani sono milioni, chiederemo aiuto anche gli animalisti europei, ma non possiamo più tollerare che all’interno dei canili accadono atti di violenza.

Con le telecamere installate il gestore non potrà più dire che quelle nei suoi confronti sono illazioni, con le telecamere installate tutto sarà documentato e si saprà quanti cani entrano, quanti cani escono, se durante la giornata vengono aperti dai box, se qualcuno li picchia, se vengono curati.

E che non tirino fuori la privacy perché quello è un sistema per coprire l’orrore. Nel mondo moderno la privacy è un lusso che spesso copre il terrore. Il mondo moderno funziona con la visione dei fatti.
Senza sistema CCTV la donna del gatto non l’avrebbe vista nessuno.
La privacy va bene nelle camere da letto ma non nei luoghi di infamia e di tortura

E se domandate chi controlla le telecamere la risposta è chiara: controlli lo Stato,
controllino le Forze dell’Ordine, controllino le Regioni, controllino le organizzazione animaliste, ma non controllino, per nessuna ragione al mondo, le ASL.

GRUPPO DI LAVORO BAILADOR

http://www.ahimsa.it/canili gomorrah foto.html

Art. 544-bis. – (Uccisione di animali). – Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da tre mesi a diciotto mesi.

Art. 544-ter. – (Maltrattamento di animali). – Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche ecologiche è punito con la reclusione da tre mesi a un anno o con la multa da 3.000 a 15.000 euro. La stessa pena si applica a chiunque somministra agli animali sostanze stupefacenti o vietate ovvero li sottopone a trattamenti che procurano un danno alla salute degli stessi. La pena è aumentata della metà se dai fatti di cui al primo comma deriva la morte dell’animale.

http://www.chiliamacisegua.org/2010/03/27/appuntamento-settimanale-con-la-padania/

http://www.chiliamacisegua.org/2009/12/12/rieti-il-reato-e-arrivato-dopo-in-gazzetta-ufficiale/

http://www.chiliamacisegua.org/2010/01/21/manduria-parte-il-processo-per-i-maltrattamenti-agli-animali/

http://chiliamacisegua.wordpress.com/2009/10/23/rieti-vergognati-questa-e-la-giustizia-italiana/

http://www.chiliamacisegua.org/2009/10/23/rieti-vergognati-questa-e-la-giustizia-italiana/

http://chiliamacisegua.wordpress.com/2009/10/23/rieti-vergognati-questa-e-la-giustizia-italiana/

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