La bolgia infernale di Cicerale

04/10/2009

RICCI: Cos’è un canile lager?

GIULIA: Un canile diventa un lager quando non risponde alle regole dettate dalle leggi per la tutela degli animali; quando non garantisce agli animali benessere ed assistenza medica;  quando contiene un numero di cani eccessivo; quando non si sterilizzano le femmine provocando una proliferazione di nascite in luoghi non idonei; quando manca ai cani la presenza umana. Mancanza che aumenta l’aggressività nei confronti di animali e persone. Un canile è un lager quando sussiste nella totale incuria; quando gli animali vivono in una struttura non idonea alla loro natura. Considera, Paolo, che il tasso di mortalità in un anno è immenso.

RICCI: Quale business si nasconde dietro i canili lager?

GIULIA: Guadagni sproporzionati, incontrollati, illeciti da parte dei proprietari dei canili che guadagnano soldi dagli Enti pubblici (Regione/AA.SS.LL./Comuni) senza dare assistenza ai cani e venendo meno a tutte le regole di legge e di tutela animale. Un’attività truffaldina con sperpero di denaro pubblico. Questi signori guadagnano dall’accalappiare e smaltire le carcasse. Ti ricordo, Paolo, che quasi sempre i titolari dei canili sono vincitori di gare di appalto anche per l’accalappiamento e quasi tutti hanno all’interno del loro canile un inceneritore.

RICCI: Un signore crea un canile, che nel tempo diventa una specie di Treblinka animale, un infame lager, e lo situa in cima a un colle, quasi invisibile, con uno scopo preciso: rendere difficili i controlli e le adozioni. È così?

ELIANA: I canili per legge devono essere situati lontano dai centri abitati, ma questo non significa che stiano in zone impervie e irraggiungibili e collegati soltanto da un sentiero di montagna.  Ho avuto modo di  vedere di recente su un’isola, di valenza turistica, un canile che poteva essere raggiunto soltanto a piedi su una passerella in legno costruita su un crepaccio.

RICCI: Come un passaggio dell’inferno dantesco?

ELIANA: Già, vedi, Paolo, il canile, nello spirito del legislatore, dovrebbe essere un luogo di prima accoglienza per l’animale che dovrebbe essere curato, sterilizzato e affidato, nel tempo, a un nuovo proprietario. Ma l’idea, lo scopo del legislatore è stato svilito, travisato, facendo del canile un luogo di sofferenze e morte per gli animali e di affari giganteschi per gente senza scrupoli.

RICCI: Perché Cicerale è l’esempio più eclatante di canile lager?

MARCELLA: Per le migliaia di cani morti negli ultimi dieci anni, e per il completo disinteresse del pubblico e delle Istituzioni preposte ai controlli.

RICCI: Quali?

MARCELLA: AA.SS.LL, forze dell’ordine, magistratura…

RICCI: Cosa è successo a Cicearale?

GIULIA: A gennaio c’è stato il primo sequestro per motivi ambientali, Cafasso, il proprietario del canile,  ha messo a posto lo scolo delle acque e qualche altra cosa che gli veniva contestata rispetto alle enormità che c’erano lì dentro, e che le ASL non hanno visto per anni, dichiarando che andava tutto sempre bene; e così ha richiesto i permessi. La ASL – SA 3 ha fatto un sopralluogo e ha detto che era tutto in ordine e i cani stavano benissimo. Allora è scattata, da parte di un’attivista (perché le associazioni si sono defilate), la denuncia di ciò che aveva visto. A quel punto il canile è stato messo sotto sequestro ed è stata fatta una richiesta alle associazioni per aiutare a svuotarlo. Il sottosegretario alla salute Francesca Martini ha fatto una richiesta verbale per svuotare il canile ma il magistrato, non ha mai impartito l’ordine di sgombro. A quel punto i comuni, che prima erano convenzionati con Cicerale, hanno reagito male. Alcuni sono caduti dalle nuvole, altri se ne sono fregati. Quando è stata fatta la richiesta ai comuni di ritirare i loro cani da Cicerale è successo di tutto e alcuni comuni si sono convenzionati con Cirò Marina (dove Cafasso ha rapporti di qualche tipo). Parte dei cani stanno andando a Cirò Marina in Calabria.

RICCI: Prendono per i fondelli?

MARCELLA: Certo; è una beffa: l’orrore continua da altre parti, con gli stessi personaggi. E usano soldi pubblici, quindi anche le persone che non amano gli animali, si devono rendere conto che questa gente si sta arricchendo con i soldi pubblici attraverso questi orrori perpetrati verso gli animali.

RICCI: E nessuno controlla?

Certo. Nessuno. Le ASL sono intoccabili, e quando vanno a fare i controlli nei canili dichiarano che tutto va bene  anche quando ci sono i maltrattamenti, per questo non se ne viene mai a capo, perché chi dovrebbe controllare i canili è corrotto, e i gestori dei canili sono informati prima che vengano i controlli

RICCI: E come avete già detto i volontari non denunciano, giusto?

MARCELLA:  Sì, una cosa vergognosa: i volontari hanno paura a denunciare perché se denunciano gli viene impedito di entrare nei canili. E’ un circolo vizioso. E quando trovano il coraggio di denunciare devono lottare contro i certificati ASL che affermano che tutto è in ordine, e le dichiarazioni delle ASL valgono di più della loro parola. In Italia il canile  “La Fattoria Tobia” di Roma, il canile di Rieti, il canile di Torre Melissa (Calabria), il canile privato “La Ginestra” situato a Quindici (Campania) sono degli autentici lager, dove se riesci ad entrare come volontario e hai il coraggio di denunciare ciò che vedi vieni sbattuto fuori e questo accade perché le ASL difendono i canili e dicono che sono in regola. Nel canile “La Ginestra” non c’è acqua., d’inverno i cani muoiono di freddo, sono in condizioni pietose. Uno schifo. Una vergogna.

RICCI: Perché il canile è stato sequestrato e poi dissequestrato?

ELIANA: Perché a Cafasso venivano contestate solo questioni come lo scolo delle acque e non il

maltrattamento. Ora è di nuovo sotto sequestro per le pressioni degli animalisti; però, si dice che Cafasso abbia già presentato domanda per riavere il canile e che sia solo questione di tempo che gli venga restituito. Ci chiediamo ma di cos’altro hanno bisogno per dichiarare il maltrattamento?

Non basta che muoiano 2711 cani all’anno? E non basta vedere come sono ridotti i pochi superstiti?

MARCELLA: Non basta osservare le condizioni, infami, oscene, vergognose in cui sussistono queste povere bestie disperate? Se uno entra oggi a Cicerale vedrà solo 250 o 300 cani (alcuni saranno morti perché erano  ridotti in condizioni pietose; altri sono stati portati a Cirò Marina) Ma prima c’erano 3000 cani di sicuro e negli anni passati forse molti di più. Hai idea, Paolo, cosa sono 3000 cani stipati in spazi limitatissimi? E’ come entrare in una bolgia infernale. E quel che è peggio è che questo inferno continua da qualche altra parte, perché se da Cicerale i cani escono per andare a Cirò Marina, l’inferno ora sarà a Cirò Marina.

RICCI: Ma perché questo lager infame resta funzionante? Perché non ci sono controlli? Cosa c’è dietro? Stiamo parlando di camorra?

GIULIA: Noi non lo sappiamo cosa c’è dietro, ma qualcosa di grosso c’è. E soprattutto è inaccettabile che chi doveva fare i controlli abbia dichiarato sempre che andava tutto bene, quando a Cicerale l’orrore era, ed è, di casa.

RICCI: Dimmi come funziona il sistema: ogni cane che entra nel lager ha un valore di X euro.

Quando lo si annienta e si incenerisce ha il valore di X euro.  Spiega come funziona quest’orrore. Insomma, chi ci guadagna in queste operazioni da sterminio? Come funzionano? Chi si arricchisce da questa speculazione mostruosa?

GIULIA: Il meccanismo è semplice: per ogni cane accalappiato la ditta (nel caso di Cicerale la ditta Cafasso, proprietaria del canile) percepisce dall’ASL competente cinquanta euro. Il Comune al quale il cane appartiene stipula una convenzione definendo una diaria giornaliera oppure un compenso forfetario (erogato in una sola volta, non mensilmente) Tanti cani all’anno tanti soldi all’anno. Semplice.

RICCI: Le leggi del mercato…

MARCELLA: Ecco…le leggi del mercato; un cane muore ma nessuno comunica il decesso del cane al comune, quindi la diaria giornaliera continua. Ma bisogna evitare il sovraffollamento dei cani che arrivano nella struttura, quindi i cani presenti, dopo poco, devono fare posto agli altri cani che arrivano. E allora il proprietario del canile e il suo direttore sanitario (stipendiato dalla Ditta Cafasso) stila un certificato di morte e di incenerimento.

RICCI: Ma chi vede se il cane è morto ed è stato incenerito?

MARCELLA: Nessuno, molto probabilmente, resta ancora in vita, viene utilizzato per fini umanitari: mandato in uno stabulario per la ricerca all’estero, per la vivisezione.

RICCI: Che cosa oscena…

ELIANA: Bisogna anche tenere conto che, date le condizioni di estremo abbandono, le carenti condizioni igienico sanitarie, la mancata sterilizzazione, il tasso di mortalità è elevatissimo. Se il cane muore di morte naturale  rende a Cafasso (o a qualunque altro proprietario di canili privati)  centoventi euro più il mantenimento quotidiano. Questo sistema vergognoso arricchisce il proprietario ma anche altri. Secondo te tutto questo si può fare per anni se non si hanno coperture politiche e sanitarie?

RICCI: E tutti sono contenti, si strafogano con lo sterminio, comprano la fuoriserie e la televisione al plasma con i 30 pezzi d’argento del  dolore…

GIULIA: E nessuno parla…

RICCI: Quanti sono i cani che transitano a Cicerale? Quanti cani entrano o escono vivi o morti?

ELIANA: Prendo un anno a caso: nell’anno 2006 a Cicerale sono entrati 3000 cani e ne sono morti 2711.  A Cicerale c’è una mortalità del 97%. Fai le tue deduzioni. …

RICCI: Ma il numero dei cani è immenso. Ma non è possibile. Ho sentito parlare di importazioni per accrescere il valore dell’operazione, come possono essere così tanti i cani che transitano a Cicerale? La Campania è il centro dell’abbandono del mondo? Importano cani dall’estero per gonfiare il numero? Importano cani dalla Romania, noto Eden animale?

MARCELLA: Il numero di cani che ogni anno entrano e muoiono a Cicerale fa venire i brividi e nonostante la Campania abbia un alto tasso di randagismo, 3000 cani in entrata all’anno sono davvero un numero incomprensibile. Anche noi ci poniamo molte domande riguardo a questi numeri e ci chiediamo come sia possibile una cosa del genere; e ci chiediamo se Cicerale non sia un luogo di smistamento per cani da indirizzare ai laboratori per esperimenti.

RICCI: Che cosa mostruosa. E i media tacciono?

MARCELLA: Solo Striscia la Notizia e la Padania hanno fatto delle denunce…

RICCI: Come si pensa che possano essere adottati i cani di Cicerale, in cima a un monte irraggiungibile? Chi va a vederli?

I sindaci, diretti responsabili del benessere animale, li hanno confinati lassù e se ne sono disinteressati.

Per loro sono solo numeri e hanno continuato a pagare con soldi dei contribuenti senza sapere se fossero  vivi o morti. L’esistenza di luoghi come Cicerale e di molti altri canili della Campania, della Basilicata, del Beneventano, della Calabria, dovrebbero far capire quante persone speculano su questi animali. Sono luoghi senza nessuna visibilità e non è mai stata fatta negli anni nessuna campagna per le adozioni… secondo te perché?

RICCI: Perché?

GIULIA: Perché dietro a questa operazione ci sono 97 comuni ….

RICCI: Avete un lista?

GIULIA: Eccola!

RICCI: Ed è vero che è difficile tornare in possesso dei propri animali accalappiati? Spiegami quest’osceno meccanismo. Da quello che capisco più animali si sterminano più alto è il guadagno. Ho capito bene? È vera questa logica  infernale?

ELIANA: Sì è vero, se un animale viene portato a Cicerale è quasi impossibile riaverlo. Ed è vero – come ti ha detto Giulia prima – che più animali muoiono più alto è il guadagno, perché la ditta Cafasso viene pagata per gli accalappiamenti e dal momento che in Campania non si è mai lavorato sulle sterilizzazioni ci sono moltissimi cani da accalappiare (non 3000 all’anno però!) ed è un circolo vizioso.

GIULIA: I cani vengono accalappiati, si prendono soldi, i cani muoiono, si prendono soldi; altri accalappiamenti, altri soldi, una voragine senza fine. Puoi fare una richiesta di accesso agli atti pubblici dove risulta che quasi tutto il budget che la regione Campania stanzia serve per gli accalappiamenti e gli accalappiamenti li fa la ditta Cafasso. E sono cifre da paura.

RICCI:  Ma perché non sono mai state fatte le sterilizzazioni?

MARCELLA: Paradosso dei paradossi: alla domanda perché non sono mai state fatte le sterilizzazioni, ci è stato risposto che i soldi servono per accalappiare, quindi le ASL non avrebbero soldi per sterilizzare e in questo modo, seguendo un ciclo perverso, i soldi continuano ad andare alla ditta Cafasso e i cani  continuano a morire.

RICCI: È vero che i metodi per accalappiare i cani sono metodi da nazisti e che ogni norma salta perché importante è solo capitalizzare sullo sterminio? Sto esagerando?

ELIANA: No, non stai esagerando. E’ stato scritto un articolo – ed è stato anche pubblicato – sul metodo di accalappiamento della ditta Cafasso, ma non ha portato cambiamenti. I metodi usati per accalappiare i cani sono estremamente duri e contravvengono ogni normativa. Ci sono cani che sono stati presi a calci in bocca, picchiati, trascinati brutalmente coi collari a strozzo, presi col laccio. I cani di Cicerale strisciano nelle gabbie, si nascondono per le violenze subite. Ogni norma salta perché l’importante è accalappiare, così si prende il contributo… poi se muoiono poco importa e non importa nemmeno quante sofferenze subiscano…

RICCI: Chi lavora con Cafasso? Italiani o stranieri? Sono emigrati? Sono senza permesso e  ricattabili? Ci avete parlato?Da dove vengono? Sono dei Kapò muti ?

GIULIA: Non si è mai capito.

GIULIA: Da quello che ci risulta non sono italiani. Sono stranieri. E logicamente non parlano.
Se ne guardano bene.

RICCI: Chi ha paura di Cicerale?

MARCELLA: In molti. Noi non abbiamo avuto minacce ma ci sono persone che temono per la loro incolumità.

RICCI: Quelle che non mi hanno voluto parlare?

MARCELLA: Si, quelle. Non si può chiedere alla gente di rischiare la vita…

RICCI: La vita? Non state esagerando, anche io sono stato minacciato di morte, e sono ancora qui…

MARCELLA: Da trogloditi toscani…mica  è successo da queste parti…

RICCI: Beh, trogloditi o non trogloditi con i fucili sotto il casale isolato, dove abitavo, ci sono venuti. Certo c’è bella differenza con i casi che descrivete, me ne rendo conto.

MARCELLA: Grande differenza…

RICCI: Spiegatemi: Cafasso nonostante che  il canile sia  sotto sequestro continua a fare gli accalappiamenti?

MARCELLA: Si, è paradossale: Cafasso ha una convenzione e sta continuando ad accalappiare nel  territorio.

RICCI: E Cafasso può fermare le adozioni quando vuole?

ELIANA: La prerogativa di poter fermare le adozioni non è solo di Cafasso, ma di tutti i canili. Il  paradosso è questo: i cani stanno per anni in condizioni schifose, ma quando ne vai ad adottare uno e hai un trasportino un po’ vecchio, possono bloccare l’adozione. Usano tutti cavilli per bloccare le adozioni

RICCI: C’è una causa in corso?

ELIANA: Il canile è ancora sotto sequestro, ma questo serve a poco se i cani continuano a morire e se vengono trasferiti da un lager a un altro. Chissà dove finiscono, povere bestie…

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